La Repubblica Firenze

I sentimenti di Paolo Cognetti, pagine di diario sul pianoforte

Fulvio Paloscia, 1 Giugno 2017

C’è un sentimento che affranca il pianista e compositore fiorentino Paolo Cognetti dal panorama dei «pianisti melodici» stile Giovanni Allevi e Ludovico Einaudi. Uno sconvolgimento interiore increspa le sue composizione, che le rende qualcosa di più di una piacevole tappezzeria sonora. L’inquietudine. Una specie di spaesamento che a tratti si fa drammatico, e che si esprime attraverso una vera e propria dramaturgia dove le parole sono sostituite dalle dinamiche, dalle pause e dai silenzi. Il “ritmo” delle dieci tracce dell’album Rinascita è dato dalle accelerazioni e dai diminuendo, dall’uso dei pedali, dall’impatto tra le dita sulla tastiera: attraverso tutto questo, Paolo Cognetti vuole restituirci una tensione che da interiore si fa lirica, che dalla vita si trasferisce — per istinto, per necessità, per urgenza — al suono. Lui stesso definisce le sue composizioni “pagine di diario” nate da eventi quotidiani. Un dono di compleanno last minute per la sorella, un lutto, oppure un viaggio decisivo a Los Angeles alla ricerca di un sé dimenticato, negletto in un angolo della propria esistenza.
Rinascita è un album sulle trasformazioni a cui la vita ci sottopone, sui bivi decisivi che ci troviamo davanti, sulle svolte inattese, sull’eterna lotta tra ragione e sentimento, sul percepire all’improvviso l’abisso sotto i propri piedi. Il risultato è sempre una vertigine, una specie di gorgo dei sensi che la musica riproduce con i temi che girano vorticosamente su se stessi, un vuoto d’aria mozzafiato da cui si può riemergere nuovi. Diplomato in al Conservatorio Cherubini, calabrese ma ormai fiorentino d’adozione, oltre a Mare monstrum per narratore, orchestra ed elettronica sul tragico tema dei migranti, Cognetti ha scritto musiche per film e cortometraggi. E anche nelle composizioni di questo album (esce domani per la Osb Records, sul sito di Repubblica Firenze in anteprima il video della title track) c’è sempre un appiglio narrativo, una storia da raccontare. Alla ricerca del piccolo grande miracolo della condivisione.

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