Avvenire

Dalle colonne sonore al piano solo: il genio di Cognetti

Angela Calvini, 14 Novembre 2017

«Non chiamatemi il nuovo Allevi, non se ne può più di questo stereotipo sui compositori di piano solo che si affacciano sul mercato». Capelli azzurri e occhiali tondi da studente, il compositore e pianista Paolo Cognetti, «omonimo dello scrittore premio Strega, sarebbe bello fare un progetto insieme» precisa ridendo, a 35 anni ha deciso di pubblicare il suo primo album di piano solo, dal titolo Rinascita, prodotto da OSB Records. Un diario personale, spiega, che mette insieme i brani scritti in questi anni e lasciati in un cassetto mentre era impegnato nella sua attività di compositore di colonne sonore per cinema, tv, opere teatrali come un’Odissea multiculturale firmata da Daniela Vitale e contenuti multimediali come quello per il Grande Museo del Duomo di Firenze. Diplomato in composizione e pianoforte presso il conservatorio di musica “Luigi Cherubini”, è compositore presso lo studio Officina Sonora del Bigallo di Firenze, dove vive, e tra i fondatori dell’Associazione La Filharmonie che pro muove progetti multimediali. Come quelli che hanno portato Cognetti a piazzarsi al secondo posto nel 2015 al Concorso Internazionale di Composizione “2 Agosto”, promosso dall’Associazione tra i famigliari delle vittime della strage di Bologna, con “Mare monstrum, verso luce”. Una drammatica composizione per orchestra e voce narrante dedicata al naufragio del gennaio 2015 nel canale di Sicilia che provocò la morte di 800 migranti. «Il testo l’ho tratto dalla prima storia della campagna “Milioni di passi” di Medici senza frontiere per dare un volto a questi migranti. Il finale è di speranza: l’apertura verso gli altri è al centro dei miei interessi» spiega Cognetti, che svela anche il significato della misteriosa opera C(y|ir)cles. In cerca della a-dualità con cui si è piazzato sul podio di Bologna anche quest’anno. «È una riflessione sulla pluralità e il dialogo attraverso una lettura del Padre Nostro, suddiviso musicalmente in sette parti: l’invocazione Pater, le 3 prime affermazioni che riguardano Dio (Nomen, Regnum, Voluntas), l’Orizzonte e le tre affermazioni che riguardano l’uomo (Vita, Morte e Fede)». Un musicista appassionato del pensiero e dello spirito, Cognetti, figlio di un insegnante di filosofia e di una docente di lettere, un artista la cui musica esprime con tocco di immediata empatia anche le riflessioni più profonde. E così in Rinascere, brano portante del disco, riflette «su un momento di svolta della mia vita, con il coraggio di espormi», cui segue la trascinante Viagem, viaggio in portoghese, «un brano scritto di getto dopo la morte della madre di un mio amico divisa in quattro sezioni: il mondo, lo spirito, il percorso e il distacco dal corpo».
Sono ricchi di spunti i brani di Cognetti, che fluiscono con un tocco coerente, estremamente personale e vivace, dalla pace interiore di fronte al silenzio del mare in Onde sino al roteante Intorno che, spiega, vuole sfatare il pessimismo di Pirandello: «Se come dice lui fossimo su “un’invi- sibile trottolina”, “un granellino di sabbia impazzito” questo non renderebbe la vita meno degna di essere vissuta».
E bene lo sa Paolo Cognetti, simpatia e positività da vendere nonostante sia affetto da una rarissima malattia genetica della pelle, la pachionichia, che gli provoca forti dolori alle mani impedendogli di suonare a lungo. «Anche per questo mi chiedevo se quella del pianista fosse la strada giusta – spiega l’artista –. Poi mi sono informato e ho deciso di sostenere la ricerca. Sono quindi diventato testimonial di PC Project (Pachyonichya Congenita Project), una onlus americana. Terrò per loro due concerti a South Lake City e uno a Edimburgo. Alla ricerca andrà per intero il ricavato dei cd di Rinascita acquistati sul loro sito www.pachyonychia.org».

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